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Nicoletta Marini

Lessico

ludus litterarius scuola elementare, dai 7 anni circa agli 11-12 anni

litterator, -oris o ludi magister, -i maestro elementare

cathedra, -ae sedia del maestro; da qui l'espressione ex cathedra, riferita a chi parla con tono sentenzioso, come se insegnasse

discipulus, -i / discipula, -ae alunno / alunna

tabulae ceratae tavolette cerate (fatte di sottili fogli di legno, cosparse di cera; erano il quaderno degli alunni)

stilus, -i stilo (di ferro o di legno duro, era appuntito ad un'estremità, per incidere le lettere sulle tavolette cerate, e piatto all'altra, per cancellare)

calamus, -i cannuccia, penna (era l'equivalente della nostra penna che andava intinta nell'inchiostro; serviva per scrivere sul papiro o sulla pergamena)

atramentum, -i inchiostro

ferula, -ae o virga, -ae verga (con cui il maestro batteva l'alunno negligente)

flagellum, -i frusta, staffile (con cui il maestro frustava l'alunno negligente)

 

grammatici schola scuola "media", dai 12 ai 17 anni

grammaticus, -i maestro di scuola "media"

litterae, -arum letteratura

 

rhetoris schola scuola "superiore", dai 17 ai 20 anni

rhetor, -oris maestro di retorica, professore

ars rhetorica arte del dire, eloquenza

oratio, -onis discorso pubblico, orazione

 

Nota La parola "scuola" deriva dal latino schola, impiegato però non per la scuola elementare, ma per i gradi successivi. Schola è un prestito dal greco sxolh/ che indica il "tempo libero" e l'"ozio".

 

Per saperne di più

 

L. Canfora, "L'educazione", in Storia di Roma, Einaudi, Torino, 1989, vol. IV, pp. 735-770.

A.M. Reggiani, Educazione e scuola, Quasar, Roma 1990.

P. Veyne, "Educazione", in La vita privata nell'Impero romano, trad. it., Laterza, Roma-Bari, 2000, pp. 10-13.


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