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Lettura di brani in traduzione Invito a cena Catullo carmen 13, trad. di F. Della Corte Ti invito, o mio Fabullo, ad una lauta cena, fra pochi giorni, se te lo consentono gli dei, purché sia tu a portarti la cena abbondante e succulenta, non senza una bella ragazza e vino e sale e un mucchio di risate. Se - come dico - sarai tu a portare tutto ciò, ti invito, bello mio, ad una lauta cena. Purtroppo il borsellino del tuo Catullo è pieno solo di tele di ragno. In cambio avrai un'affettuosa accoglienza E in aggiunta quello che c'è di più attraente e raffinato: ti offrirò il profumo che Veneri e Amorini hanno donato alla ragazza del mio cuore. Tu, o Fabullo, quando lo sentirai, pregherai gli dei che ti trasformino tutto in un unico naso. Esagerazioni gastronomiche dei romani Seneca, Consolazione alla madre Elvia, 10, trad. di A. Traina Gli dei e le dee maledicano una ghiottoneria che travalica i confini di un tale impero! Vogliono che si catturi oltre il Fasi (1) gli ingredienti della loro gastronomia, e si preoccupano di importare dai Parti (2) volatili invece che importare vittorie. Convogliano da ogni parte tutti i cibi noti al palato più esigente; si trasporta dall'oceano, ai confini del mondo, ciò che lo stomaco guastato dalle raffinatezze lascia appena entrare: vomitano per mangiare, mangiano per vomitare, e non si danno neppure la pena di digerire le pietanze reperite in ogni angolo della terra. (1) Fiume del Caucaso, ritenuto confine tra Asia ed Europa. Il riferimento di Seneca è ai fagiani, phasiani, che presero il nome dal fiume Phasis. (2) Nemici storici dei romani. Il garum Plinio il Vecchio, Storia Naturale XXXI 93-94, trad. di I. Garofano Vi è ancora un altro tipo di liquido squisito, chiamato garum, ottenuto facendo macerare nel sale gli intestini di pesci e le altre parti che sarebbero da buttar via; il garum è perciò il marcio di materie in putrefazione. Un tempo si preparava col pesce che i Greci chiamavano garos; oggi quello più gustoso si fa dal pesce sgombro, nei vivai di Cartagine Spartaria. A parte i profumi, non c'è quasi altro liquido che sia divenuto più prezioso di questo: ha reso famosi anche i popoli. Gli sgombri vengono catturati in Mauritania e a Carteia, nella Betica, quando vi entrano provenendo dall'Oceano, né servono ad altro. Per il garum sono rinomate Clazomene e Pompei. I ricetta: torta di asparagi Apicio, L'Arte culinaria, IV 2, 5, trad. di G. Carazzali Prendi gli asparagi ben puliti e schiacciali nel mortaio, innaffiali con l'acqua, fanne una poltiglia e passala al setaccio. Metti in un piatto i beccafichi svuotati delle interiora. Pesta nel mortaio 6 scrupoli di pepe, aggiungi il garum e trita bene, poi aggiungi 1 ciato (1) di vino e 1 di passito. Metti nella pentola, dove fai cuocere tutto, 3 once (2) d'olio. Ungi bene una casseruola e mescolaci 6 uova con garum di vino, vuotaci la purea di asparagi e metti a cuocere sulla cenere calda. Versaci poi il composto sopra descritto e distendici i beccafichi. Fai cuocere: insaporisci col pepe e servi. (1) 1 ciato = 0, 045 l. (2) 1 oncia = 27, 27 gr. II ricetta: crema d'orzo Apicio, L'Arte culinaria, V 5, 1, trad. di G. Carazzali Mentre lavi, sminuzza l'orzo o la semola che hai messo a mollo il giorno prima. Poi fallo cuocere a fuoco vivo. Quando bolle, aggiungici una buona quantità d'olio, un mazzetto di aneto, una cipolla secca, santoreggia e un prosciutto; fai cuocere fino ad ottenere una crema. Versa: coriandolo fresco, sale, triturali insieme e falli cuocere. Quando avrà ben bollito, leva il mazzetto e travasa la crema in un'altra pentola, curando che il fondo non attacchi e non si bruci. Stempera bene e passa al setaccio nella pentola stessa, sul prosciuttino. Pesta: pepe, ligustico, un po' di puleggio secco, cumino e sil fritto. Tempera con miele, aceto, mosto cotto e garum. Versa il tutto nella pentola, sul prosciuttino così da coprirlo bene. Fai bollire dolcemente. III ricetta: lesso di maialino da latte caldo con salsa di Apicio cruda Apicio, L'Arte culinaria, VIII 7, 6, trad. di G. Carazzali Versa nel mortaio: pepe, ligustro, semi di coriandolo, menta, ruta; trita e tempera col garum. Aggiungi miele e vino e tempera col garum. Innaffia con questa salsa il lesso ancora caldo e asciugato con un panno pulito; servi. |
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