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pixel_bianco >> Calendario e religione arcaica nei Fasti di Ovidio  

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Gianna Pieraccini

I Fasti sono forse l’opera più ambiziosa di Ovidio: il progetto, certamente assai arduo, è quello di sfogliare il calendario romano, leggere lo scorrere dei giorni e dei mesi nell’avvicendarsi delle costellazioni, passare in rassegna le ricorrenze delle feste laiche e religiose, ricercando l’etimologia di nomi, l’eziologia dei culti e dei riti. La prospettiva temporale spazia dal presente di fastosa potenza della Roma augustea a un passato remoto e selvaggio.
La struttura dell’opera e il suo contenuto richiedono di per sé il ricorso a materiali eterogenei, non solo letterari ma anche eruditi e d’antiquaria, che Ovidio tiene insieme in un tour de force virtuosistico che gli ha meritato da parte di Seneca l’appellativo di poëtarum ingeniosissimus.
Per questo motivo i Fasti offrono l’opportunità di percorsi di lettura di diverso genere.
La via maestra è quella che privilegia i numerosi brani in cui Ovidio torna sui miti delle origini di Roma: l’esule Evandro che conduce nel Lazio il popolo antichissimo degli Arcadi, Ercole e Caco, il regno di Saturno, la nascita di Romolo e Remo, la fondazione di Roma, Numa Pompilio e la ninfa Egeria, il regifugium. Queste storie e leggende antiche, nelle quali Ovidio intende sintetizzare l’anima religiosa e la storia di Roma, presentano anche il vantaggio di facili collegamenti con altri autori dell’età di Augusto, da Virgilio a Livio, da Properzio a Orazio, e concorrono a mettere a fuoco il clima culturale di quell’epoca.
I Fasti sono inoltre una miniera d’informazioni preziosissime sulla religione di Roma e su alcuni luoghi di culto consacrati in tempi remoti o recenti, in occasione di eventi cruciali nella storia della città.

Lungo un percorso antologico adatto a studenti della scuola superiore, si cercherà nella lettura dei Fasti lo spunto per illustrare il calendario romano e per recuperare sotto molteplici strati di graeca interpretatio qualche fossile della religione arcaica di Roma, di cui i contemporanei di Ovidio avevano perso totalmente il significato originario, in parte restituito da studiosi moderni.

 

  • Il calendario Romano: Ovidio, Fasti, I 27-62; III 119-134; III 151-166
  • Riti della religione romana arcaica che hanno un corrispondente preciso nei riti vedici: Fordicidia (F. IV 629-676); Matralia (F. VI 473-648); Vestalia (F. VI 249-468)
  • Strutture di pensiero dell’ideologia indoeuropea nella  leggenda delle origini di Roma: la leggenda di Romolo e Remo: F. II 359-380; F. II 381-420; F. II 490-449; F. II 475-514 (F. II 515-530 Festa degli stolti); F. III 1-75; F. III 189-234; F. IV 807-862
  • I Lupercalia
  • Conclusioni

 


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