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I Fasti sono forse l’opera più ambiziosa di Ovidio: il progetto, certamente
assai arduo, è quello di sfogliare il calendario romano, leggere lo scorrere dei giorni e dei
mesi nell’avvicendarsi delle costellazioni, passare in rassegna le ricorrenze delle feste
laiche e religiose, ricercando l’etimologia di nomi, l’eziologia dei culti e dei riti.
La prospettiva temporale spazia dal presente di fastosa potenza della Roma augustea a un passato
remoto e selvaggio. La struttura dell’opera e il suo contenuto richiedono di per
sé il ricorso a materiali eterogenei, non solo letterari ma anche eruditi e
d’antiquaria, che Ovidio tiene insieme in un tour de force virtuosistico che gli ha
meritato da parte di Seneca l’appellativo di poëtarum ingeniosissimus. Per
questo motivo i Fasti offrono l’opportunità di percorsi di lettura di diverso
genere. La via maestra è quella che privilegia i numerosi brani in cui Ovidio torna sui
miti delle origini di Roma: l’esule Evandro che conduce nel Lazio il popolo antichissimo degli
Arcadi, Ercole e Caco, il regno di Saturno, la nascita di Romolo e Remo, la fondazione di Roma, Numa
Pompilio e la ninfa Egeria, il regifugium. Queste storie e leggende antiche, nelle quali
Ovidio intende sintetizzare l’anima religiosa e la storia di Roma, presentano anche il
vantaggio di facili collegamenti con altri autori dell’età di Augusto, da Virgilio a
Livio, da Properzio a Orazio, e concorrono a mettere a fuoco il clima culturale di
quell’epoca. I Fasti sono inoltre una miniera d’informazioni
preziosissime sulla religione di Roma e su alcuni luoghi di culto consacrati in tempi remoti o
recenti, in occasione di eventi cruciali nella storia della città.
Lungo un
percorso antologico adatto a studenti della scuola superiore, si cercherà nella lettura dei
Fasti lo spunto per illustrare il calendario romano e per recuperare sotto molteplici
strati di graeca interpretatio qualche fossile della religione arcaica di Roma, di cui i
contemporanei di Ovidio avevano perso totalmente il significato originario, in parte restituito da
studiosi moderni. - Il calendario Romano: Ovidio, Fasti, I 27-62;
III 119-134; III 151-166
- Riti della religione romana arcaica che hanno un corrispondente
preciso nei riti vedici: Fordicidia (F. IV 629-676); Matralia
(F. VI 473-648); Vestalia (F. VI 249-468)
- Strutture di pensiero
dell’ideologia indoeuropea nella leggenda delle origini di Roma: la leggenda di Romolo
e Remo: F. II 359-380; F. II 381-420; F. II 490-449; F. II
475-514 (F. II 515-530 Festa degli stolti); F. III 1-75; F. III 189-234;
F. IV 807-862
- I Lupercalia
- Conclusioni
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