
|
Traduzione d'autore
Così Vittorio Alfieri tradusse il capitolo V della Guerra di Catilina (1775-1793, pubblicata postuma):
(1) Lucio Catilina di nobil prosapia, d'animo e di complessione fortissimo, ma di prava e malefica indole, (2) fino da' primi suoi anni le intestine guerre, le rapine, le stragi, e la civil discordia anelando, fra esse cresceva. (3) Digiuni, veglie, rigor di stagioni, oltre ogni credere sopportava; (4) di audace, ingannevole, versatile ingegno; d'ogni finzione e dissimulazione maestro; cupido dell'altrui; prodigo del suo; nei desideri bollente; più eloquente assai che assennato. (5) Sempre nella sua vasta mente smoderate cose rivolgea; inverosimili, sublimi troppo. (6) Costui dopo la tirannide di Silla, invaso da sfrenatissima voglia di soggettarsi la repubblica, buono stimava ogni mezzo, purché regno gli procacciasse. (7) Ogni giorno viepiù s'inferociva quell'animo, da povertà travagliato e dalla coscienza de' propri delitti, figlie in lui l'una e l'altra delle summentovate dissolutezze. (8) Lo incitavano inoltre i corrotti costumi di Roma, cui due pessime e contrarie pesti affliggevano: lusso e avarizia. |
| - Continua la lettura >> |