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pixel_bianco >> La figura del maestro stoico e la funzione della satira storica  

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Mara Aschei
Lettura dei vv. 14-46 della satira V di Persio

Obiettivo:

approfondire un tema di storia letteraria attraverso il contatto diretto con un testo; verificare l'intraducibilità di un testo poetico

 

Destinatari:

studenti di un 3° anno di triennio liceale

 

Metodo

lettura ed esegesi di un testo poetico

 

Strumenti

Lezione frontale

 

Tempi di attuazione:

2 ore

 

 

Premessa didattica

Persio è un autore difficile per scelta deliberata e pertanto di solito non viene proposto agli studenti liceali nella veste linguistica originale. La caratteristica della sua scrittura è però tale che una traduzione, per acribica o efficace che sia, non consente assolutamente di cogliere in profondità il significato del suo messaggio e la novità della sua operazione poetica.

Si propone qui la lettura in lingua latina di un breve passaggio della satira V. Il testo scelto ha finalità programmatica dal punto di vista sia contenutistico che formale: oltre a costituire uno snodo cruciale nella linea dialettica del componimento e nella produzione del poeta nel suo complesso, in esso appaiono esemplati molti procedimenti specifici dello stile di Persio, anche se è assente la violenza espressiva di satire come la III o la IV, perché il passo in oggetto è un recupero memoriale della figura del maestro Cornuto. Il tono è quindi più disteso e la sintassi meno complicata dai giochi delle traiectiones, tanto che il testo è leggibile anche in una classe di liceo, ovviamente sotto la guida del docente. Il metodo adottato, illustrato più sotto, risponde all'esigenza di rendere tangibile agli allievi l'estrema difficoltà, se non l'impossibilità, di tradurre un testo poetico pregno e cesellato.

 

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