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pixel_bianco >> "Il ritratto di Annibale. Livio XXI 4"  

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Francesca Razzetti
Note esplicative

1. Pauci... vicit: a Cartagine vi erano allora due diverse opinioni dominanti in merito al conflitto più o meno latente con Roma: il cosiddetto partito democratico, capeggiato da Amilcare Barca e chiamato perciò da Livio factio Barcina (II 4), era favorevole alla risoluzione della questione con la guerra ad oltranza e contava anche sull'appoggio dei militari e del popolo, mentre l'altra fazione, quella oligarchica, più moderata e capeggiata da Annone, era interessata al mantenimento della pace con Roma.

Optimus quisque: il pronome indefinito quisque, "ciascuno", unito ad un superlativo (optimus) si traduce "tutti i più ..." (letteralmente "ciascuno che sia il migliore").

Ut plerumque fit: ut modale con l'indicativo presente fit; avverbio plerumque derivato dal pronome plerusque, pleraque, plerumque , che si trova raramente usato al singolare e significa "i più"; verbo fieri usato non come passivo di facio, ma come semideponente nel senso di "verificarsi, accadere".

Maior... meliorem: gioco di parole in consonanza, con l'utilizzo dei due comparativi maior e meliorem, dal suono affine ma posti in casi diversi.

2. In Hispaniam: dopo la morte del padre Amilcare e il breve intermezzo della gestione di Asdrubale, Annibale aveva assunto il comando dell'esercito cartaginese di stanza in Spagna.

Primo statim adventu: letteralmente "subito dal primo arrivo", ablativo di tempo determinato inframmezzato dall'avverbio statim, che rafforza l'idea di immediatezza già espressa dall'aggettivo primo. Ciò che Livio intende sottolineare è la rapidità con cui Annibale conquistò la stima dei suoi soldati.

Omnem ... convertit: letteralmente "rivolse su di sé tutto l'esercito", cioè "si accattivò le simpatie di tutto l'esercito"; la scelta del verbo è efficace: Livio indica il movimento dei soldati, che si rivolgono insieme (cum + vertere) verso Annibale. Si noti anche che l'oggetto exercitum, già indicante di per sé una collettività, viene determinato con più precisione dall'aggettivo omnem, che si riferisce a una totalità suddivisa nelle sue parti: è come se Livio dicesse "tutti i componenti dell'esercito, uno ad uno, senza esclusioni".

Credere: come il successivo intueri, si tratta di un infinito storico,cioè un infinito presente indipendente (col soggetto regolarmente espresso al nominativo e da tradursi come un normale imperfetto indicativo) usato dagli storici per rendere più viva l'azione e per indicare il rapido susseguirsi degli eventi.

Eundem: precede vigorem, ma s'intende riferito anche a vim, habitus lineamentaque.

Vigorem in vultu vimque: catena allitterante del suono v. Qui Livio attira l'attenzione sui tratti somatici di Annibale, del tutto simili a quelli del padre e da cui emergono comunque anche le qualità interiori.

Dein: si può interpretare come correlativo temporale del precedente primo... adventu ("poi"), oppure con una lieve sfumatura causale, come compare nella traduzione sopra fornita.

Brevi: ablativo avverbiale da brevis, -e. Ancora una volta lo storico pone l'accento sulla rapidità degli eventi, quasi a preannunciare con le scelte lessicali e con l'uso degli infiniti storici una velocità d'azione che i Romani avrebbero impresso a fuoco (e a loro spese) nella memoria in relazione ad Annibale.

Pater... esset: se dapprima Annibale ricordò ai soldati nell'aspetto il padre Amilcare, in seguito la somiglianza col padre fu del tutto secondaria, poiché egli si conquistò la stima di tutti per le sue doti personali.

Ad favorem conciliandum: proposizione finale costruita con ad e l'accusativo del gerundivo.


- Note esplicative (continua)>>
 
 
 

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