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Testo n° 2 Diodoro Siculo XV 87, 5-7 Nel brano si può notare innanzitutto il valore risultativo delle forme di perfetto, utilizzate per presentare gli esiti della battaglia; i verbi all'aoristo evidenziano invece la solennità dei gesti e delle affermazioni di Epaminonda. Morte di Epaminonda 0Epameinw/ndaj e!ti zw=n ei0j th\n parembolh\n a0phne/xqh, kai\ tw=n sugklhqe/ntwn i0atrw=n a0pofhname/nwn, o#ti pa/ntwj, o#tan e0k tou= qw/rakoj e0caireqh=| to\ do/ru, sumbh/setai kai\ to\n qa/naton e0pakolouqh=sai, eu0yuxo/tata th\n tou= bi/ou katastrofh\n e0poih/sato. Prw=ton me\n ga\r to\n u9paspisth\n proskalesa/menoj e0phrw/thsen, ei0 diase/swke th\n a0spi/da. Tou= de\ fh/santoj kai\ qe/ntoj au0th\n pro\ th=j o9ra/sewj, pa/lin e0phrw/thse, po/teroi nenikh/kasin. 0Apofainome/nou de\ tou= paido\j o#ti Boiwtoi\ nenikh/kasin: "Wra, fhsi/n, e0sti\ teleuta=n"kai\ prose/tacen e0kspa/sai to\ do/ru. 0Anabohsa/ntwn de\ tw=n paro/ntwn fi/lwn kai\ tinoj ei0po/ntoj o#ti "Teleuta=ja!teknoj, 0Epameinw/nda"kai\ dakru/santoj, "Ma\ Di/a me/n, fhsi/n, a0lla\ katalei/pw du/o qugate/raj, th\n te e0n Leu/ktroij ni/khn kai\ th\n e0n Mantinei/a|". Kai\ tou= do/ratoj e0caireqe/ntoj a!neu taraxh=j a0ne/pneusen. 9Hmei=j d 0 ei0wqo/tej tai=j tw=n a0gaqw=n a0ndrw=n teleutai=j e0pile/gein to\n i!dion e!painon, ou0damw=j a9rmo/tton h9gou/meqa paradramei=n a0ndro\j thlikou/tou th\n teleuth\n a0nepish/manton. Epaminonda fu portato nell'accampamento mentre ancora respirava e, poiché i medici convocati dichiararono che certamente, nel momento in cui la lancia fosse stata estratta dalla corazza, sarebbe accaduto anche che ne sarebbe conseguita la morte, finì la sua vita molto nobilmente. Per prima cosa infatti, fatto venire lo scudiero, gli chiese se avesse riportato salvo lo scudo. Quando quello rispose affermativamente e pose lo scudo davanti ai suoi occhi, chiese ancora quale dei due schieramenti fosse risultato vincitore. Poiché il ragazzo gli assicurava che i Beoti avevano ottenuto la vittoria, disse: "E' tempo ora di morire" e ordinò di estrarre la lancia. Poiché gli amici presenti proruppero in grida di dolore e uno gli disse: "Te ne vai senza figli, Epaminonda!" e scoppiò in lacrime, egli rispose: "No, per Zeus, lascio invece due figlie, la vittoria di Leuttra e quella di Mantinea." E essendogli stata estratta la lancia, senza turbamento spirò. E noi che abbiamo la consuetudine di far seguire alla narrazione della morte dei grandi uomini l'elogio che a ciascuno spetta, riteniamo che sarebbe assolutamente sconveniente trattare sbrigativamente la morte memorabile di un tale uomo. - Testo 1: Platone, Fedone, 117
c-e (Socrate beve la cicuta) |