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pixel_bianco >> Tabella cronologica dei principali avvenimenti (anni 323-146)  

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Andrea Barabino

323 Muoiono Aristotele e Demostene

323-322 Guerra lamiaca e vittoria di Antipatro a Crannon

316-289 Agatocle a Siracusa

311 Pace tra i diadochi: ad Antigono l’Asia, a Tolomeo l’Egitto, a Lisimaco la Tracia, a Cassandro la Macedonia, a Seleuco la Siria

302 La Grecia è nelle mani di Antigono e di suo figlio Demetrio, detto Poliorcete

301 Antigono muore a Ipso, sconfitto da Seleuco e Lisimaco

294 Supremazia di Demetrio Poliorcete in Grecia

285 Demetrio cede a Seleuco, che lo tiene prigioniero fino alla morte (283)

281 Battaglia di Curupedio: Lisimaco è battuto da Seleuco

280 Con la morte di Seleuco finisce l’era dei diadochie  comincia quella degli epigoni

280 Formazione del regno di Pergamo sotto la guida degli Attalidi

279-278 Calata di popoli celtici in Grecia e in Asia Minore

277 Antigono Gonata, figlio di Cassandro, diventa re di Macedonia

277 Formati i tre grandi regni ellenistici: Macedonia (Antigono), Egitto (Tolomei), Siria (Seleucidi)

 

274-241 Guerre siriache

215-205 Prima guerra macedonia: Filippo V contro Roma

200-196 Seconda guerra macedonica

- 197 Battaglia di Cinoscefale: Roma sconfigge Filippo V

- 196 Ai giochi istmici Tito Quinzio Flaminino proclama la libertà delle città greche

 

195 Annibale si rifugia alla corte di Antioco III

192-188 Guerra siriaca

-191 Antioco III sconfitto alle Termopili da Manio Acilio Glabrione

-189 Lucio Cornelio Scipione sconfigge Antioco III a Magnesia sul Sipilo

-188 Pace di Apamea

 

172-168 Terza guerra macedonica

- 168 Lucio Emilio Paolo sconfigge Perseo, re di Macedonia, a Pidna

 

148-146 Repressa la rivolta di Andrisco: la Macedonia diventa provincia romana


 
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pixel_biancopath Commenti inseriti
commenti Andrea Barabino  ( -@-.it)
La definizione della cronologia, per quanto riguarda la tirannide di Pisitrato, pone problemi spinosi, proprio perché le principali fonti che trattano l’argomento – qui sono chiamati in causa, in particolare, Erodoto e Aristototele – forniscono indicazioni divergenti. Erodoto descrive la tirannide di Pisistrato in una lunga digressione del libro I delle Storie, utilizzando in modo evidente anche tradizioni orali attiche e non rifuggendo da un’esposizione caratterizzata anche dal gusto aneddotico. Secondo la sua testimonianza, la tirannide di Pisistrato e dei suoi figli durò in tutto trentasei anni (cfr. 5,65,3). Aristotele, invece, nella Costituzione degli Ateniesi (cfr. in particolare 19,2 e 19,6) fornisce dati differenti: da un lato, infatti, fissa al 511/10 (sotto l’arcontato di Arpactide) la caduta definitiva della tirannide dei Pisistratidi in Atene; dall’altro sostiene che i Pisitratidi erano stati tiranni per diciassette anni dopo la morte del padre e che il dominio di Pisistrato e dei figli sulla città era durato complessivamente quarantanove anni. La data del 511/10, peraltro, è confermata concordemente da tutte le fonti antiche che trattano questo punto, anche se occorre una precisazione per quanto riguarda Tucidide, che parla di Pisistrato e, soprattutto, dei suoi figli nel libro VI (capp. 54-59). In questa sede prescindiamo dal dato saliente della testimonianza tucididea (l’autore, infatti, sostiene l’interessante tesi, secondo cui “sia gli altri popoli, sia gli Ateniesi stessi raccontano in modo del tutto impreciso i fatti relativi ai loro tiranni e a ciò che è accaduto” [6,54,1]: per questo lo storico ateniese fornisce una ricostruzione e un’interpretazione della caduta della tirannide diversa da quella proposta dalle altre fonti) e ci soffermiamo solo sull’aspetto che riguarda strettamente il punto di vista cronologico, che qui interessa. Le indicazioni di Tucidide, in effetti, non collimano a pieno con le altre fonti per quanto riguarda la cronologia della caduta di Ippia, l’ultimo dei Pisistratidi a governare Atene: nella Guerra del Peloponneso, infatti, l’autore sostiene che Ippia, dopo essere stato cacciato da Atene, si recò presso Dario e che “dalla corte del re partì nel ventesimo anno dopo, quando era ormai vecchio, per prendere parte alla spedizione di Maratona insieme a i Medi” (6,59,4). Poiché la spedizione è del 490, l’indicazione sembrerebbe ricondurre al 510/9, anziché al 511/10 come dice Aristotele. Alcuni studiosi ipotizzano che la menzione del “ventesimo anno” abbia un valore generico, per cui interpretano il “venti” come cifra tonda. La questione tuttavia, come si può facilmente arguire già dalla incongruenza dei sia pur limitati elementi sopra proposti, è molto dibattuta e offre un panorama vario di ipotesi interpretative. Per un supporto bibliografico, converrebbe in prima battuta ricorrere a G. Maddoli, Cronologia e storia, Perugia 1975. Se si volesse attingere anche a contributi in lingua straniera, si segnalano inoltre G. Sanders, La chronologie de Pisistrate. Essai d'interprétation, “NClio” 1955-1957 VII-IX, pp. 161-179; P.J. Rhodes, Pisistratid chronolgy again, “Phoenix” XXX 1976, pp. 219-233 ; J.H. Schreiner, The exile and return of Peisistratos, “Symbolae Osloenses” LVI 1981, pp. 13-17.
Commento inserito il: 09/01/2007 15.50.19
commenti Sara Lugli  ( plinci@libero.it)
Perchè la cronologia della fase della tirannide di Pisistrato di Aristotele mal si accorda con quella di Erodoto?
Commento inserito il: 28/10/2006 9.45.25

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