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Mara Aschei

La funzione civica di un discorso di parata

Obbiettivo:

inquadrare un tema di civiltà greca attraverso l'esame diretto o mediato di testi

 

Destinatari:

studenti di un 2° o 3° anno di triennio liceale classico. Nell'ambito di una riflessione sull'ideologia della città antica greco-romana il lavoro può essere utilizzato anche in un triennio di liceo scientifico, prescindendo ovviamente dall'esame dei testi in lingua originale e limitando il contatto diretto col Greco alle parole-chiave

Metodo

Lezione frontale; lettura di fonti scritte antiche

Strumenti

La lezione ha un taglio prevalentemente frontale: nel concreto contesto del lavoro in classe è opportuno coinvolgere attivamente gli allievi nell'esame della struttura dei testi proposti

 

Tempi di attuazione:

2 ore di lezione

Qual è il significato culturale e formativo di un intervento specifico sul logos epitaphios? Si può partire da una motivazione estrinseca, ma non destituita di valore: il paradigma linguistico che tale tipologia testuale costituisce e insegna. Si tratta infatti di testi ampiamente sfruttati nei versionari scolastici e certamente ben sfruttabili come "testo meta" intermedio di un triennio liceale. Sono pagine dalla sintassi ampia e impegnativa ma sempre all'insegna della concinnitas; costruiti con un lessico non troppo ricco e perciò stesso dominabile e acquisibile da parte degli allievi – un lessico ben organizzato in aree semantiche coese, che descrivono la storia patria, il mito locale, la città democratica e il compianto funebre.

Motivazioni più instrinseche possono venire dall'essere questi testi al centro dell'ideologia della po/lij: alcuni (soprattutto il lo/goj e)pita/fioj di Pericle in Tucidide) dedicano ampio spazio a una descrizione strutturale della politei/a e della sua paidei/a; altri sono più rapidi su questo tema, ma delineano un abbozzo di storia patria, proponendo in sequenza, con accentuazioni specifiche varie, accadimenti reali e mu=qoj eroico, riletto secondo una griglia ideologicamente orientata. Il riuso o l'abuso del mu=qoj può costituire pertanto una prospettiva interessante di lettura, come può essere proficua l'osservazione, magari affidata ai ragazzi stessi, delle topizzazioni e delle modalità diegetiche (la narrazione velocissima, condensata, selettiva, senza digressioni descrittive).

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