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Nicoletta Marini e Silvana Massino
Corso per studenti delle medie inferiori

Per favorire l’orientamento degli studenti della scuola media e la continuità tra scuola primaria e secondaria, il Liceo Classico "Mazzini" di Genova organizza ogni anno, nel periodo novembre-gennaio, un "Primo approccio al greco antico" per studenti di III media. L’iniziativa è nata sei anni fa da un progetto della professoressa Luisa Ghigliotti, insegnante di greco e latino.
Questo breve corso propedeutico allo studio del greco si articola in due moduli: il primo, di 4 ore, si svolge nei mesi di Dicembre e Gennaio ed è rivolto agli studenti che stanno frequentando la III media; il secondo, di 2 ore, si svolge a Settembre, poco prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, ed è indirizzato agli studenti che si sono iscritti in IV ginnasio.
L’obiettivo di “Primo approccio al greco” è di favorire negli studenti l’interesse per la civiltà classica attraverso l'acquisizione di pochi elementi di base di una disciplina totalmente nuova (e talvolta circondata da un preconcetto alone di ostilità), attenuando le difficoltà dovute a un senso di estraneità che potrebbe determinarsi all’inizio del ginnasio. Il primo modulo si propone innanzitutto di avvicinare gli studenti all'alfabeto greco, nell'ambito di un preliminare inquadramento sulla storia della scrittura, quindi alla lettura e alla scrittura; si introducono inoltre prime nozioni di fonetica, quali la quantità di vocali e dittonghi, l'accento, lo spirito, la punteggiatura. Alla fine del primo modulo, i ragazzi sono in grado di leggere e scrivere i caratteri greci minuscoli e maiuscoli. Nel secondo modulo, l’alfabeto diventa dapprima strumento per una conoscenza più approfondita della lingua italiana: si evidenzia ad esempio la massiccia permanenza di termini greci nel linguaggio medico (vedi foglietti illustrativi di farmaci d’uso), scientifico (Geometria, Botanica, Zoologia …), religioso (il greco della Chiesa), nella realtà di ogni giorno (nomi propri, vocaboli che appartengono al vissuto degli alunni come “Tema, “ Problema”, “Teorema”, “Antologia”, “Matematica”, fino a “Ginnasio” e “Liceo”). Si  opera quindi una prima presentazione di elementi di linguistica (per es. cenni sulle lingue indoeuropee), di semantica, lessicologia ed etimologia. Gli studenti sono indirizzati a riflettere su questi aspetti, prescindendo da specifici approfondimenti morfo-sintattici e dall'esercizio di traduzione di testi. In una prospettiva interattiva, si cerca di stimolare curiosità e interessi sulla civiltà classica in un dibattito su aspetti legati alla storia, alla mitologia, alla letteratura, argomenti affrontati dagli studenti solo nella prima classe delle medie, con l’obiettivo, come si è detto, di addolcire e di aiutare il passaggio da una scuola all’altra. In questo ambito si utilizzano semplici iscrizioni (su ostraka, epigrafi cristiane, iscrizioni su vasi, su monete), famiglie di parole, vocaboli semanticamente significativi che consentano di operare approfondimenti che gli studenti dimostrano di apprezzare molto.

Il greco diventa quindi punto nodale del progetto di continuità con la scuola media inferiore e ha profonda valenza orientativa: intende favorire la socializzazione tra nuovi allievi che intraprendono un percorso comune e la conoscenza diretta dei futuri docenti (fase pre-accoglienza), si pone come momento di rinforzo della motivazione verso nuove materie e di stimolo verso nuovi problemi meta-cognitivi e di organizzazione dello studio. Durante gli incontri, gli studenti si avvalgono di materiale predisposto dalla scuola e messo gratuitamente a loro disposizione. "Primo approccio al greco" è seguito in media ogni anno da un centinaio di studenti. L’iniziativa, la prima in Italia di questo genere, è stata seguita da altre analoghe nella regione Liguria.
 
 
 

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pixel_biancopath Commenti inseriti
commenti nicoletta marini  ( barabino_marini@tin.it)
Gentili colleghe ed egregi colleghi, in quanto curatrice della Rubrica Sperimentazione, mi permetto di inserirmi nel vivace dibattito che, da qualche tempo, si è acceso sulle metodologie didattiche delle lingue classiche. Come gran parte di voi, concordo sulla necessità di evitare, nell'insegnamento del lessico e della sintassi, facili semplificazioni e appiattimenti che rischiano davvero di precludere agli studenti la lettura e la comprensione di testi letterari di alto profilo. Dall'altro lato sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà crescenti dei nostri ginnasiali, che faticano non solo a memorizzare dati e nozioni, ma anche a uscire dall'ottica delle lingue moderne per accedere a sistemi linguistici (e culturali) diversi. Per evitare sterili contrapposizioni e soprattutto lo stallo nel dibattito, mi sento di proporre una costruttiva continuazione di questa prima e bella fase di confronto. Oltre a proseguire la discussione (se qualcuno desidera ancora intervenire, è naturalmente ben accetto), vediamo ora se è possibile raccogliere proposte, da parte di insegnanti e dirigenti scolastici, sul metodo di insegnamento sia per il ginnasio che per il liceo, ma anche suggerimenti da parte degli studenti, se vogliono far sentire la loro voce. L'idea è anche quella di superare l'atteggiamento "difensivo", che negli ultimi decenni mi sembra abbia caratterizzato, forse negativamente, il dibattito sull'insegnamento del greco e il latino, e di proporre un lavoro che valorizzi la consapevolezza (anche nei docenti di altre materie) della valenza formativa delle "nostre" materie. Augurando buon lavoro, saluto cordialmente Nicoletta Marini
Commento inserito il: 22/01/2007 13.32.31
commenti maria pia beriotto  ( mariapiaber@yahoo.it)
Mi permetto di dissentire con quanto scritto dal prof. Michele Marini relativamente al metodo- natura. pur condividendo infatti con lui la necessità di insegnare le lingue classiche in modo diverso, favorendo l'acquisizione del lessico, non ritengo che il metodo natura sia in grado di assolvere a quello che vorrebbe proporsi. Innanzitutto la struttura sintattica della lingua greca viene completamente disattesa e viene creata una storiella in una lingua fittizia che non ha nulla di greco classico ( per quanto semplice esso sia), ma che risponde piuttosto alla strutturazione sintattica dell'italiano. In secondo luogo il mitico lessico che lo studente con tale metodo progressivamente acquisirebbe e che gli permetterebbe di scartabellare meno il dizionario, è in molti (in troppi casi!!) un lessico assolutamente errato e filologicamente inattendibile ( alcuni verbi o locuzioni sono usati in modo assolutamente fantasioso e non trovano riscontro in nessun autore greco dell'età classica!). Oltre a ciò viene drasticamnte eliminata quella che è la peculiarità e la difficoltà del greco classico, ovvero la polisemia, la sottile differenza sematica tra un verbo o un sostantivo e l'altro. Per Borri- Miraglia scrivere ‘diabaino' o ‘diachoreo' o ‘diatrecho' è del tutto equivalente!! A mio parere questo metodo, che riduce il greco ed il latino a semplici operazioni meccaniche (dove un qualcosa ha sempre e solo un unico significato) corre il greve rischio di far perdere l'identità ad uno studio che trova uno dei suoi fondamenti proprio sulla logica, sulla deduzione, sul ragionamento. Io credo che il lessico si impari traducendo e che più si traduce, più si impara. È per me intollerabile dilungare lo studio della grammatica greca per più di tre anni, far finta che l'attrazione del relativo non esista, che l'uso di ‘an' sia ridotto e ridimensionato, che necessarie e fondamentali nozioni di lingua storica (che danno oggettiva spiegazione di determinati fenomeni ) siano considerate inutili o irrilevanti. Vorrei concludere con un'ultima riflessione. Reduce da un dottorato in filologia greca all'Università di Urbino, ho contattato alcuni docenti di greco inglesi con cui in questi anni ho lavorato per avere un loro giudizio su tale metodo. Come è noto nel mondo anglosassone tale metodo è stato ampiamente usato (lo stesso testo di Borri-Miraglia è una traduzione dell'omonimo testo inglese edito ad Oxford da Balme e Lawell). Orbene la risposta alla mia domanda è stata particolarmente significativa. Con questo metodo non possiamo aspettarci che gli studenti siano in grado di tradurre qualcosa di diverso da un greco semplice, lineare, scorrevole. Tucidide, il Sublime, il Platone filosofo saranno per loro irraggiungibili! È giusto che un liceo classico pensi di accostarsi a questi ultimi autori solo in traduzione? Che si corra il rischio di perdere la competenza di comprendere la lingua nella sua autenticità, articolazione, profondità e complessità? Un'ultimissima considerazione. Il testo di Borri-Miraglia è corredato da brevi schede miranti ad illustrare lastoria, la civiltà e la cultura greca dell'età classica. Si tratta di inserti, a mio parere, di desolante superficialità, dove viene veicolato un messaggio ‘isocrateo' relativamente alla civiltà ateniese, dove le traduzioni riportate sono ormai vetustissime, dove la problematizzazione di fatti ed eventi è pressoché eliminata. Da questo greco edulcorato io dissento. Cordialmente Maria Pia Beriotto
Commento inserito il: 13/01/2007 21.31.01
commenti Vincenzo Giampetruzzi  ( v.giampetruzzi@libero.it)
Spero che la sig.ina Arianna mostri un'adeguata "conoscienza" anche dell'italiano...Sicuramente un refuso, ma quanto voglio dire è che il latino e il greco, ma anche il sanscrito, l'ebraico e quant'altro contribuiscono a una visione integrale dell'uomo e della società, e tuttavia ci siamo ormai fossilizzati sull'insegnamento grammaticale che è solo sterile PEDANTISMO.Allora se lo studio linguistico è finalizzato alla comprensione delle strutture profonde del linguaggio, ben venga lo studio del latino in un indirizzo linguistico con comparazioni indeuropeistiche e oltre; se si studiano le strutture sociali, è giusto uno studio del latino e della civiltà romana in un liceo matematico-sociale; sganciato e isolato da altri insegnamenti, per la sua sola funzione TAUMATURGICA per cui insegna a ragionare, a studiare, etc: NO, perchè non è vero e crea solo un discrimine sociale con gli studenti tecnico-professionali. E per quanto riguarda il lessico medico, buona parte di questo deriva dal greco, e tuttavia nessuno ignora che il lessico medico attuale è in gran parte debitore dell'inglese. Questa realtà invita a un'altra considerazione: la nostra società ha bisogno di fisici, chimici, biologi, per cui spero che la studentessa di Ferrara non si lasci sedurre da studi umanistici piacevoli ma privi di sbocchi remunerativi e che diano soddisfazione lavorativa, studi materie scientifiche e chimica l'anno prossimo (per conto suo, invece della geografia astronomica), inglese scientifico ancora per conto suo (a scuola si predilige troppo la letteratura). La scuola è vecchia, e solo i giovani possono rivoluzionarne, dal basso, i contenuti.
Commento inserito il: 29/12/2006 22.14.56
commenti Tieghi Arianna  ( arianna.tieghi@virgilio.it)
Sono una studentessa del liceo Scientifico di Ferrara, non sono assolutamente d'accordo con il prof. giampietruzzi. Per quanto mi riguarda, ultimamente, mi sto interessando moltissimo al latino e capisco sempre di più che la conoscienza del greco , ovviamente unita a quella del latino, è importantissima. Se anche la mia prof di latino, che per altro stimo moltissimo per la sua conoscenza in tutti i campi, proponesse alla mia classe un corso di greco, io non avrei dubbi nell'iscrivermi. Ma purtroppo penso sarei l'unica.... Sono consapevole che i miei coetanei non sono interessati a ciò! Mi dipiace di non aver ancora avuto una simile opportunità e di essermi resa conto solo ora, ormai in quarta liceo, che probabilmente sarebbe stato meglio se mi fossi iscritta al liceo classico tradizionale... Ringrazio comunque la professoressa Lotti per l'idea. Proverò anche io a proporre alla mia prof di latino un corso del genere.
Commento inserito il: 11/11/2006 18.16.08
commenti michele armenia  ( michele_armenia@virgilio.it)
invero già da qualche anno presso il liceo-ginnasio Campailla di Modica si invitano i nuovi iscritti ginnasiali a frequentare un corso di orientamento in latino e greco nella primavera, in ore pomeridiane, con buon successo.
Commento inserito il: 10/11/2006 18.49.42
commenti Clara Lotti  ( claralotti@virgilio.it)
Mi dispiace per il collega Giampetruzzi, ma l'idea per me è buona. Pensate che, dietro richiesta di una classe, una V scientifico, ho attivato lo stesso tipo di corso (lettura, etimologia, lessico soprattutto medico) per 6 ore, riuscito (era facoltativo e si sono iscritti 16 ragazzi su 18). Ripeto: in uno scientifico e A RICHIESTA.
Commento inserito il: 18/10/2006 17.48.37
commenti Vincenzo Giampetruzzi  ( v.giampetruzzi@libero.it)
Risolvere il problema è semplice. Basta eliminare latino e greco da ogni indirizzo della scuola superiore e sostituirli con materie scientifiche. Parola di un prof. di italiano e latino nel Liceo Scientifico!
Commento inserito il: 19/08/2006 22.58.19

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