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pixel_bianco >> Didattica del genitivo assoluto (1/3)  

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Francesca Razzetti

È un costrutto formato da un sostantivo (o da un pronome [1], oppure spesso anche dall'articolo sostantivato [2][3]) in caso genitivo, con funzione logica di soggetto, e da un participio, espresso anch'esso al genitivo, con funzione di predicato di quel soggetto e quindi mai preceduto dall'articolo.

Es. [...] e0pei/gontoj tou= trugh/tou, pa=j h}n kata\ tou\j a0grou\j e0n e!rgw| (Long.).

"Avvicinandosi il momento del raccolto, ognuno si dava da fare nei campi".


 

[1] Es. 1Eti d 0o!ntoj au0tou= paido\j h# te swfrosu/nh diefai/neto tw=|... (Plut.).

"Quando egli [= Alessandro] era ancora ragazzo, la sua saggezza si manifestava per il fatto che...".

[2] Es. Th=j de\ e0kplagei/shj..., pa/nta au0th=| dihgei=tai (Long).

"Poiché la ragazza era rimasta sbalordita, le spiega ogni cosa".

[3] Es. Kai\ dh\ tou= e0n th=| li/mnh| parainou=ntoj qate/rw| metabh=nai pro\j au0to/n, [...] e0kei=noj ou0k e0pei/qeto (Aesop.).

"E benché quella [= la rana] della palude esortasse l'altra a trasferirsi da lei, questa non si lasciava convincere".


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pixel_biancopath Commenti inseriti
commenti Giovanni Costa  ( giovannicosta50@alice.it)
GENITIVO ASSOLUTO Uno dei cinque impieghi del participio nella lingua Greca è per indicare una determinazione collaterale avverbiale dell’azione principale all’espressione dei rapporti di tempo, di causa, di intenzione, di condizione, di genere e di modo e di mezzo. In questo caso esso non è posto tra l’articolo ed il sostantivo, ma segue da vicino, senza articolo, il sostantivo ovvero lo precede, così esso si lascia, dappertutto, risolvere in un predicato. Anche in questo caso il participio si appoggia ad un sostantivo ed è ad esso congruente; tenuto conto del significato, esso corrisponde al gerundio di altre lingue che abbiano per questo una forma speciale distinta dal participio. La lingua Greca possiede due costruzioni per questo impiego del participio; una la denominiamo Participio congiunto, l’altra Genitivo assoluto. Il Participio congiunto viene impiegato quando il soggetto della frase subordinata è il soggetto o l’oggetto della frase principale. In questo caso il participio si accorda in genere, caso e numero col soggetto o coll’oggetto di cui sopra. Il Genitivo assoluto viene impiegato quando la frase subordinata ha un suo soggetto particolare che non ricorre nella principale. Poi il soggetto della frase subordinata sta in genitivo, parimenti il participio ad esso aggiunto è in genitivo. τῶν σωμάτων θηλυνυμένων καὶ αἱ ψυχαὶ πολὺ ἀρρωστότεροι γίγνονται (SEN. OEC. 4,2) Quando i corpi si snervano anche le anime diventano più deboli. L’origine del Genitivo assoluto deve essere ricondotta ad un rinvio riconoscibile del nesso sintattico. In frasi come: τοῦ δ’ἰθυς μεμαῦτος ἀκόντισε Τυδέος υἱος (IL. VIII, 118) poiché lui dritto attaccava scagliò la lancia il Tidide; τοῦ δ’ὀδυσεὺς μάλα θυμὸν αποκταμένοιο χολώθη, (IL. IV, 494) risentì molto nel cuore Odisseo della sua uccisione, il genitivo si collega come un genitivo di scopo o fine e come un genitivo ablativale del motivo o della causa al verbo reggente (su di lui scoccava mentre attaccava, si corrucciava poiché egli era morto). Per questo, nella percezione del linguaggio, il senso sarà tanto più efficace, quanto più sarà allentata la coesione grammaticale tra il genitivo ed il verbo e si userà solamente il genitivo col participio, dove non esista più una dipendenza dalla frase principale, pure dopo un verbo col quale non si possa collegare un genitivo, come: ἦ σέθεν ἐνθάδ’ἐόντος ἐλεύσεται οἴκαδ’ Ὀδυσσεύς (OD. XX, 232) invero, mentre tu sei qui tornerà certo a casa Odisseo; L’impiego così oltremodo svariato del genitivo e, specialmente, la maggiore indipendenza che esso ha ottenuto, per esempio, come genitivo di tempo e come genitivo causale, rende spiegabile che, giustamente, questo caso si modifica in caso assoluto. Talvolta i Genitivi assoluti si trovano anche dove il loro soggetto non è diverso dal soggetto del predicato od è un oggetto dello stesso. Il motivo di questa differente costruzione si trova comunemente nella premura di far risaltare fuori la parte della frase con maggior vigore e di mettere in opposizione l’altra parola; ma, spesso, questa costruzione sarà scelta anche per questa ragione, perché per mezzo di essa si mostrerà più chiaramente il rapporto avverbiale col predicato della frase di quanto si mostri per mezzo del participio congiunto che può essere impiegato anche al posto di una frase aggettivale. Vediamo come il Genitivo assoluto viene impiegato al posto del nominativo, dell’accusativo e del dativo: GENITIVO ASSOLUTO AL POSTO DEL NOMINATIVO ἀντιπαραπλέοντας ἑώρων αὐτούς, παρὰ γῆν σφῶν κομιζομένων (THUC. 2,83) li videro costeggiare da un lato, mentre loro costeggiavano da quello opposto. βοηθησάντων ὑμῶν προθύμως πόλιν τε προσλήψεσθε (THUC. 3,13) se voi ci aiuterete con impegno e vi acquisterete una città. Λέγοντος δὲ τοῦ Κόνωνος [ὡς]…….., θρέψοι μὲν ἀπὸ τῶν νήσον, συναναστήσοι τά….(SEN. ELL. IV, 8,9) Conone gli fece allora notare che,…….. avrebbe mantenuta con i tributi delle isole…. avrebbe aiutato a ricostruire Εἰπόντος δὲ Δημοτίονος ἐν τῷ δήμῳ………τοῖς μέντοι στρατηγοῖς προστάξαι ἔφη χρῆναι….(SEN. ELL. VII, 4,4) Demozione, dopo aver dichiarato in una riunione del popolo…. disse che era conveniente ordinare agli strateghi… ἡ τῶν προγόνων γένεσις οὐκ ἔπηλυς οὖσα………., ἄλλοθεν σφῶν ἡκόντων (PLAT. MENESS. 237b) l’origine degli antenati che, non essendo straniera….., poiché essi non giungevano da fuori (la γένεσις si dovrebbe porre αὐτὴ ἥκουσα oppure ἡ τῶν προγόνων γένεσις starebbe al posto di οἱ προγόνοι). GENITIVO ASSOLUTO AL POSTO DELL?ACCUSATIVO. ἐς τοὺς Λακεδαιμονίους, ἄλλως τε καὶ προειπόντων ὅτι τὴν Ἑλλάδα ἐλευθεροῦσιν. (THUC. 2,8) ai Lacedemoni, tanto più che questi avevano proclamato che andavano a liberare la Grecia. προσέμειξαν τῷ τείχει τῶν πολεμίων λαθόντες τοὺς φύλακας, ἀνὰ τὸ σκοτεινὸν μὲν οὐ προϊδόντων αὐτῶν, ψόφῳ δὲ……..οὐ κατακουσάντων (THUC. 3,22) si accostarono al muro nemico di nascosto dalle sentinelle che, nell’oscurità, non li potevano vedere, e a causa del frastuono…. non li potevano udire. ἔπειτα παυσαμένων διὰ πρόφασιν τοῦ πολέμου οἱ Ἠλεῖοι ἐπηνάγκαζον, (THUC. 5,31) poi smisero col pretesto della guerra, ma furono costretti a farlo dagli Elei, οἱ ἔφοροι ἤδη ἔξω ὄντος [αὐτοῦ] ἀποστρφεῖν αὐτὸν ἐπειρῶντο…(SEN. AN. 2.6,3) gli efori, quando lui era già fuori, si sforzavano di farlo ritornare. GENITIVO ASSOLUTO AL POSTO DEL DATIVO: καὶ ἐς αὐτὴν διαβεβηκότος ἤδη Περικλέους……..ἠγγέλθη αὐτῷ (Περικλεῖ). (THUC. 1,114) e quando Pericle era già passato nell’isola… gli giunse l’annuncio.
Commento inserito il: 04/06/2006 11.09.50
commenti Nicola Basile  ( nbasile@eniware.it)
Nella piena consapevolezza che ogni schematizzazione impone sempre delle rinunce sul piano informativo, vorrei esprimere un altro punto di vista circa l'uso suesposto del costrutto participiale assoluto in greco e in latino. E' sempre più diffusa, nei manuali e nella quotidiana didassi, la tendenza a mettere in rilievo, nel confronto tra le due lingue classiche, il "rigore normativo" che regolerebbe e limiterebbe l'uso dell'ablativo assoluto, e non solo, rispetto al più libero costrutto greco. Tuttavia nell'insegnamento della sintassi greca e latina andrebbero per lo più evitate rigide categorizzazioni sintattiche, che, sebbene finalizzate ad una semplificazione, si rivelano troppo spesso fuorvianti e inducono quindi gli studenti a considerare come "eccezioni" o "particolarità" ciò che, piuttosto, andrebbe riconsiderato come "uso ad alta o bassa frequenza". Qualche esempio potrebbe servire per comprendere meglio che non una "legge" immutabile regola l'uso dell'ablativo assoluto, bensì una tendenza stilistica, mutabile per esigenza di chiarezza, di simmetria o di focalizzazione. In quest'ottica il costrutto assoluto greco e quello latino non sono sotto il profilo formale così nettamente distinti e diversificati come troppo spesso si descrivono; sarebbe più interessante, quindi, porre in risalto i punti di contatto tra i due tipi sintattici, piuttosto che le differenze. Procediamo con il punto 1. in cui si afferma "il participio è sempre espresso, anche quello di ei0mi/ (le eccezioni a questa norma sono soltanto poetiche)." In verità in greco il participio del verbo ei0mi/ può, sebbene più raramente, essere ellittico anche in prosa (es. a!kontov Ku/rou, Xen. An. I. 3. 17). Al punto 2 della scheda si afferma che in greco "il nome che funge da soggetto può mancare (se è facilmente desumibile dal contesto)" e che in latino, invece " il nome è sempre espresso, perché diverso dal sogg. della reggente", ma, a dire il vero, anche in latino può verificarsi che l'ablativo assoluto sia costituito dal solo predicato nei casi seguenti: (a) il verbo è usato in funzione impersonale (auspicato, augurato, etc.); (b) quando un'intera frase funge da soggetto del participio; o, infine, in piena coincidenza con la lingua greca, qualora il 'soggetto' dell'ablativo assoluto sia facilmente desumibile dal contesto: es. "Caralitani, simul ad se Valerium mitti audierunt, nondum profecto (scil. Valerio) ex Italia sua sponte Cottam ex oppido eiciunt." (Caes. Civ. I.30.3); ed ancora " Eranam … acriter et diu repugnantibus … cepimus (Cic. Fam. XV, 4, 8) "catturammo Erana, benché (i nemici) resistettero accanitamente e a lungo". E arriviamo al punto 3 in cui si afferma che in greco "possono esservi legami grammaticali anche stretti con la reggente", mentre in latino "vi è autonomia grammaticale"; si tratta, anche in questo ultimo caso, di un eccesso di grammaticalismo prescrittivo. Scrittori del taglio di Cicerone, Cesare, Sallustio, Livio etc. non esitano, infatti, ad 'infrangere' la regola inserendo nessi grammaticali tra reggente e ablativo assoluto che pertanto risulta privo della sua autonomia. Ecco qualche esempio: (a)…nonne ei maximam gratiam habere debemus, qui hac exaudita quasi voce naturae, sic eam firme graviterque comprehenderit, ut … (Cic. Fin. I. 21.71) "Non dobbiamo essere particolarmente riconoscenti a chi, ascoltata questa, direi, voce della natura, l' ha accolta in sé con tanta fermezza e gravità … "; (b) …(Caesar) …ad id consilium adhibitis centurionibus, vehementer eos incusavit (Cars. Gall.I. 40) "(Cesare) convocati i centurioni in consiglio, li rimproverò aspramente". Quanto poi al punto 4, relativo all'identità di soggetto tra sovraordinata e ablativo assoluto, va detto che generalmente i soggetti sono formalmente diversi, ma in alcuni casi, circoscritti a determinate locuzioni quasi formulari, può esserci coincidenza di soggetti: Vosne ego patiar cum mendicis nuptas me vivo viris? (Plaut. Stich. 132)."Io dovrei sopportare che mentre sono ancora vivo, voi siate sposate con mendicanti?"
Commento inserito il: 11/01/2006 17.11.00
commenti il latinista  ( dorian.gio@iol.it)
buon prospetto linguistico
Commento inserito il: 13/10/2005 12.48.16

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