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pixel_bianco >> L'idea di futuro in greco e in altre lingue  

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Monica Molfino
Anche nel caso del futuro l'apprendimento morfologico può risultare più facile e più significativo qualora si introducano alcuni elementi di grammatica storica. Inoltre lo studio del futuro offre spunti per una riflessione di carattere linguistico circa la concezione del tempo espressa nelle categorie verbali di diverse lingue.
 
Nel sistema verbale greco il futuro si è costituito relativamente tardi, probabilmente da forme di congiuntivo; a partire dalle idee di eventualità e di esortazione, tipiche del congiuntivo, si è sviluppato via via il valore cronologico di tempo. Si comprende quindi l'assenza nel futuro del modo congiuntivo, non necessario perchè la nozione di eventualità e di attesa è espressa dallo stesso tema temporale (infatti ciò che ancora non esiste può essere solo previsto o atteso). Analogamente manca l'imperativo, perchè il comando al futuro non risulterebbe diverso da quello espresso con l'imperativo presente.
 
Inoltre da un punto di vista linguistico è da sottolineare come nella terna  presente / passato / futuro  l'ultimo tempo risulti essere il più debolmente caratterizzato, quasi una proiezione del presente (e qui il discorso potrebbe arricchirsi di suggestioni extra-grammaticali, dalla concezione del tempo di Agostino fino ad alcuni filosofi del Novecento).
 
Tale contiguità tra presente e futuro trova riscontro nell'uso nelle lingue antiche e moderne di strutture perifrastiche con verbo al presente per esprimere l'imminenza dell'azione (scripturus sum,  sto per scrivere,  je vais écrire,  I'm going to write). Lo stesso futuro semplice italiano deriva da una forma perifrastica del tardo latino (loderò < laudare habeo).
 
Particolarmente interessante risulta il confronto tra la forma perifrastica greca con me&llw e infinito futuro e la costruzione inglese I'm going to e infinito. Tale costrutto non indica genericamente un'azione imminente, ma assume la valenza specifica di sottolineare, talora, l'intenzione del soggetto di compiere l'azione, talora il carattere di necessità di determinati eventi. Analogamente in greco il verbo me&llw seguito da infinito significa in genere sono intenzionato a, ma talvolta esprime piuttosto un'idea di dovere, necessità, inevitabilità.

 
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pixel_biancopath Commenti inseriti
commenti Giovanni Costa  ( giovannicosta50@alice.it)
Perché l'aoristo è nella stessa famiglia del futuro? Giacchè, in ambedue, i tempi sono incerti, come τύψω (percuoterò), ἔτυψα (percossi); ambedue, infatti, mostrano qualcosa di indeterminato ed incerto, invero, il quando è indeterminato ed incerto ed anche il futuro è incerto. GRAMMATICI GRAECI, vol. I,3, pg. 405 - SCHOLIA MARCIANA, § 13.
Commento inserito il: 26/12/2005 18.25.19

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