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Come nel caso di altri temi o motivi letterari ricorrenti nelle tradizioni occidentali di età medievale, moderna e contemporanea, anche quello del bosco sembra riconducibile a un archetipo definitosi nell'ambito della cultura greca antica. La tesi viene indagata e sottoposta a verifica attraverso un percorso didattico di considerazioni sui riflessi nell'immaginario simbolico, mitologico e religioso dei Greci del rapporto sussistente fra lo spazio fisico della polis e quello delle aree boschive circostanti. La dimensione sacrale e religiosa del bosco, nelle sue implicazioni di tipo pre-culturale e iniziatico, è illustrata da alcuni aspetti del culto dionisiaco e dalle leggende di Atalanta, di Ippolito e di Atteone, che ruotano attorno alla figura emblematica di Artemide, dea della ferinità selvaggia e della caccia e protettrice dei parti. Questa valenza simbolica del bosco, di marca spiccatamente iniziatica – in quanto spazio aborigeno, labirintico e ostile in cui il giovane è sottoposto alla prova in vista del suo accesso alla società degli adulti e alla vita coniugale –, contribuisce alla formazione del motivo letterario del bosco e delle funzioni narratologiche ad esso collegate. Come testimoniano alcune opere di età classica, ellenistica e imperiale, la transizione dal piano simbolico-religioso al motivo letterario appare in atto già nella letteratura greca. 1. Premessa: il bosco nella tradizione occidentale. 2. Il bosco come spazio fisico e simbolico nella visione dei Greci. |
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