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pixel_bianco >> Solone, fr. 36 West 2  

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Fausto Montana
Introduzione al frammento

Aristotele – fonte principale, assieme a Plutarco, di questo e di numerosi altri frammenti di Solone – dedica otto interi capitoli della Costituzione degli Ateniesi (5-12) a delineare la figura e l’opera dell’antico statista, cui nel 594/3 a.C. gli Ateniesi affidarono il difficile compito di ricomporre le tensioni sociali che attraversavano la città, agendo sui fattori di natura economica e giuridica (vedi la Guida alla lettura).

L’ampio spazio destinato dal filosofo a Solone si spiega sia con il fatto che la tradizione greca lo dipingeva come poliedrico esponente della cultura arcaica (intellettuale, politico, poeta) e lo annoverava fra i Sette Sapienti, sia con un motivo di ordine politico-filosofico: nell’interpretazione aristotelica (nella quale sono anacronisticamente rispecchiati, in realtà, alcuni aspetti istituzionali del IV secolo a.C.) il legislatore era indicato idealmente come il vero padre fondatore della democrazia ateniese, anche in virtù della sua appartenenza al ceto medio e delle sue posizioni politiche moderate.

Il fr. 36 – per il quale sussistono dubbi che sia restituito dalle fonti nella sua integrità originaria – viene introdotto da Aristotele come testimonianza diretta delle riforme soloniane in materia di indebitamento insolvente e conseguente perdita della libertà personale da parte dei piccoli proprietari terrieri a vantaggio dei latifondisti, una piaga indicata da Aristotele stesso e dalle fonti storiografiche tra le cause principali delle tensioni interne alla polis nel passaggio dal VII al VI secolo a.C. (Costituzione degli Ateniesi 12, 4): «E ancora (scrisse questi versi) riguardo all’abolizione dei debiti e a coloro che in precedenza erano schiavi e poi furono resi liberi dallo “scuotimento dei pesi” (seisa/xqeia )»: con questo nome si designava la rimozione dai terreni dei cippi che ne attestavano lo stato d’ipoteca dovuta a insolvenza. Il riferimento alla liberazione dei cittadini va letto precisamente in funzione del ritratto aristotelico di Solone come padre della libertà individuale, valore fondante della democrazia (Costituzione degli Ateniesi 6).


 
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