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pixel_bianco >> Archiloco, fr. 4 West 2  

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Fausto Montana
Note

2 fra[: si è ipotizzato fra/zeo, «considera», «rifletti», imperativo in principio di discorso e di verso, secondo un uso già omerico (ad esempio Iliade V 440).

 

3-4 ceinoi... dei=pnon: tracce lessicali utili a ricostruire che nella prima parte del componimento si parlava di un banchetto. La presenza di una o due negazioni (ou, ou!t  0) ha indotto alcuni interpreti a supporre che nei primi versi il poeta si soffermasse sulla frugalità del pasto offerto agli ospiti o all'ospite (qualcosa del tipo: «non v'è di che mangiare né per te né per me»), preparando così l'invito a consolarsi con l'abbondanza del vino. cei=noi, oppure cei=ne, è la forma ionica corrispondente all'attico ce/n-.

 

6 a0ll  0 a!ge: tipico nesso esortativo o di comando, di uso epico: cfr. il fermo invito rivolto da Atena ad Achille, perché non trasformi la lite con Agamennone in uno scontro cruento, in Iliade I 210: a0ll 0 a!ge lh=g  0 e!ridoj, «su, poni fine al litigio». kw/qwni: il termine kw/qwn, di attestazione piuttosto rara e comunque estraneo alla tradizione epica, indicava vari tipi di recipiente; qui Archiloco deve riferirsi in particolare a una coppa di grosse dimensioni, impiegata per bere soprattutto dai soldati spartani. L'invito ad attingere dall'orcio direttamente con il kw/qwn va inteso come richiesta di essere servito in fretta e alla buona di vino schietto, senza l'utilizzo delle stoviglie consuete: il krath/r, il grande recipiente in cui il vino era miscelato con acqua, e la brocca da vino o oi0noxo/h, normalmente impiegata per mescere ai commensali. qoh=j... nho/j: l'epiteto qoo/j, in unione con nau=j, sembra mantenere qui il caratteristico valore puramente esornativo che ha nella poesia epica, ad esempio in Iliade XV 391 tei/xeoj a0mfema/xonto qoa/wn e!ktoqi nhw=n, «(Achei e Troiani) combattevano intorno al muro, lontano dalle navi veloci». nho/j è genitivo ionico, da cui deriva, per metatesi quantitativa, l'attico new/j. se/lmata: i «banchi» su cui sedevano i rematori, allineati sul ponte della nave. Il vocabolo e l'immagine sono di uso prevalentemente poetico e spesso vengono ripresi in tragedia. C'è chi intende dia\ se/lmata foi/ta come un comando a servire il vino ai rematori seduti ai banchi, con inversione dell'ordine delle azioni (servi il vino; stappa gli orci e attingi il vino); ma sembra preferibile mantenere la successione logica delle azioni e intendere l'espressione nel senso di «attraversa il ponte (fino agli orci)».

 

7 foi/ta: da foita/w, nonostante lo ionico preferisca di solito la forma in- e/w. Verbo ricorrente nella lingua epica per esprimere l'andare su e giù in fretta o nervosamente, con preoccupazione. Cfr. Odissea XII 420, dove Odisseo racconta come, dopo l'empia uccisione delle vacche del Sole da parte dei suoi compagni, per punirli Zeus scatenò una spaventosa tempesta marina: au0ta\r e0gw\ dia\ nho\j e0foi/twn, «io andavo su e giù per la nave» (nel disperato tentativo di governarla nella tempesta). koi/lwn-ka/dwn: da notare l'allitterazione e l'omoteleuto dell'attributo e del sostantivo, uniti dalla posizione in clausola dei due hemiepe del pentametro. Per l'espressione cfr. Esiodo, Opere 94 pi/qou me/ga pw=m  0 a0felou=sa, «dopo che (Pandora) ebbe tolto il gran coperchio dall'orcio». Il ka/doj era una grossa anfora per liquidi, assai capiente (come misura di capacità, ad Atene corrispondeva a quasi 40 litri). pw=ma è attestato nell'epica omerica nel significato di «coperchio» di cofano o cassa, ma qui è da intendere come «tappo (fatto di sughero)». a!felke: «strappa via», con voluta connotazione violenta del gesto.

 

8 a!grei: da a0gre/w, «assalire (per catturare)», «afferrare», talvolta usato in contesto militare (Eschilo, Agamennone 126-127 xro/nw| me\n a0grei= Pria/mou po/lin a#de ke/leuqoj, «un giorno questa spedizione conquisterà la città di Priamo») e connesso etimologicamente con a!gra, «caccia»: cfr. Saffo, fr. 31, 14 Voigt tro/moj de\ pai=san a!grei, «un tremito tutta mi prende». Al pari del precedente a!felke, anche questo verbo connota come aggressivo il gesto comandato al servo. oi}non e0ruqro/n: nesso epico formulare, ricorrente nell'Odissea (ad esempio V 565); in Iliade XIX 38 l'attributo qualifica il nettare, cibo degli dèi. a0po\ trugo/j: sono possibili due interpretazioni alternative: 1) il coppiere deve attingere «dalla feccia»: o perché gli orci sono ormai quasi a secco, o perché il continuo rollare della nave impedisce il deposito delle impurità del vino sul fondo degli orci; 2) l'azione deve essere compiuta «(separando il vino) dalla feccia»: un accorgimento facilitato, a quanto pare, proprio dalla forma del kw/qwn militare. Accanto al significato di «feccia», altrove tru/c ha anche quello di «mosto», come ad esempio in Anacreonte, fr. 352, 2 Page tru/ga pi/nei melihde/a, «beve mosto dolce come miele». ou0de\ ga\r h9mei=j: enjambement. Il carattere frammentario del componimento non consente di stabilire con certezza il valore di ou0de/. Con il testo a disposizione, si può pensare che la negazione non abbia funzione correlativa, ma, in unione con ga/r, enfatica: «una cosa è certa: non ...». Vi è inoltre la possibilità che la negazione implichi un riferimento ai rematori seduti ai banchi, o ancora che sia in correlazione con ou!te del v. 5 o con un altro ou0de/ caduto in lacuna.

 

9 nhfe/men: questa è l'unica occorrenza, nei frammenti noti di Archiloco, di un infinito in -e/men, forma eolica di largo uso epico. Meglio intenderlo nel senso moderato di «astenersi dal vino», più che «non ubriacarsi». fulakh=|: «turno di guardia», come il latino vigilia. Ma si è anche inteso il termine nel senso più generico di «veglia», perché è parso inadatto a una situazione di guardia notturna l'invito a non restare sobri. Quest'ultima difficoltà viene superata assegnando a nhfe/men, come si è detto, il significato di «astenersi dal vino».

 

10 dunhso/meqa: il verbo esprime la capacità naturale, intrinseca, innata; dunque il senso dell'espressione è «non ci riuscirà di ...».


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pixel_biancopath Commenti inseriti
commenti carla  ( frau.carla@tiscali.it)
siamo dei ragazzi di II liceo ..l'articolo è ben strutturato e molto chiaro.COMPLIMENTI!!! il problema è che lo dobbiamo studiare...!
Commento inserito il: 01/10/2005 9.54.54

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