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Indice 1. Introduzione 2. Dal greco al latino 2.1. L'Odusiadi Livio Andronico 2.2. Catullo "traduce" Saffo e Callimaco 3. Dalle lingue classiche all'italiano 3.1. Le traduzioni dell'Iliade e dell'Odissea all'inizio dell'Ottocento 3.2. Monti e Pindemonte 3.3. Foscolo 3.4. Calzecchi Onesti e Cesare Pavese 3.5. Il laboratorio espressivo di Quasimodo 3.6. Pavese e la traduzione della Teogonia di Esiodo 3.7. Lo sperimentalismo di Sanguineti 4. Conclusioni La traduzione è un delicato processo di trasposizione di un testo da una lingua di partenza, che deve essere opportunamente decodificata, a una lingua di arrivo, che va a sua volta ricodificata. I due processi – decodifica e ricodifica – si integrano reciprocamente, ma in dialettica rispondenza: è impossibile, infatti, che tutte le componenti comunicative della lingua di partenza (grammatica, retorica e stile) vengano salvaguardate contemporanemente dal traduttore. Il percorso presenta, a titolo esemplificativo, una serie di soluzioni a livello di traduzione artistica riguardanti le lingue classiche, partendo dai problemi del vertere in alcuni autori latini, come Livio Andronico o Catullo, per giungere, attraverso le traduzioni omeriche dell'inizio dell'Ottocento e del Novecento, alle sperimentazioni stilistiche di alcuni grandi artisti a noi vicini, quali Quasimodo, Pavese e Sanguineti. |
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