
| Ampliando il discorso alle letterature moderne, si potrebbero
prendere in considerazione la poesia In memoria di
Ungaretti, dedicata a Moammed Sceab, discendente di emiri nomadi,
morto suicida perché non era riuscito a integrarsi nella
sua nuova patria, la Francia, oppure il romanzo I cosacchi
di Tolstoj, in cui vengono descritti i costumi di questo popolo
“di frontiera”, visti con gli occhi di un russo.
Pagine significative sul confronto con culture lontane e di
difficile decifrazione per l'uomo occidentale vengono anche da
Ruesch, Il paese delle ombre lunghe. Più vicine a noi e al tema scottante del razzismo, del pregiudizio e della difficoltà d'integrazione, sono opere come L'amico ritrovato di Uhlman, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano di E.Schmitt (con l'omonimo film interpretato da Omar Sharif nel ruolo di Ibrahim). Sull'incontro tra mondo latino-americano e occidente può essere preso in considerazione, al di là delle componenti ideologiche che presenta, il film La canzone di Carla, diretto da K. Loach (Nicaragua/Spagna 1996). Una lucida denuncia nei confronti dell'imperialismo cinese che ha schiacciato la cultura e le tradizioni religiose del Tibet si trova nel romanzo dell'austriaco H. Herrer, Sette anni in Tibet, che visse per un lungo periodo in questa regione prima della sua occupazione da parte delle truppe maoiste (cfr. il film interpretato da Brad Pitt, per la regia di J.J. Annaud, Usa/GB 1997). Il fascino dei piloti giapponesi esercitato su un bambino occidentale, separato dai genitori dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, è magistralmente proposto da S. Spielberg ne L'impero del sole (Usa 1987). Interesse per l'affascinante etica militare giapponese arcaica ritorna anche nel recentissimo film L'ultimo samurai con Tom Cruise, per la regia di E. Zwick (Usa 2003). |
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